Avere il potere di decidere il nostro destino.
Sotto ogni calcolo strategico e ogni architettura istituzionale, al di là delle questioni di competitività economica o di capacità militare, esiste un unico scopo che dà a Generation Europe la sua ragion d'essere: riconquistare la nostra libertà.
Ma dobbiamo essere precisi nel dire cosa intendiamo per libertà, perché questa parola è stata così addomesticata che il suo significato più profondo è quasi andato perduto.
Non parliamo soltanto della libertà liberale — i diritti procedurali e le libertà civili sancite dalle nostre costituzioni, per quanto essenziali. E non ci riferiamo alla libertà negativa — la semplice assenza di vincoli.
Queste libertà a noi familiari, per quanto preziose, presuppongono una condizione più fondamentale che l'Europa moderna ha lasciato inaridire: la libertà di un popolo di decidere il proprio destino collettivo.
È la libertà nel suo senso più profondo e irriducibile: non la possibilità di scegliere tra opzioni già delimitate da altri, ma il potere di definire i termini stessi della scelta.
È la capacità di una civiltà di decidere ciò che diventerà e di costruire il proprio posto nel mondo da soggetto autonomo, e non da oggetto dei disegni altrui.
Generation Europe esiste per riconquistare questa forma più profonda di libertà.
L'Europa non possiede ancora la libertà nel suo senso pieno, perché non ha ancora il comando sulle forze che ne plasmano il futuro.
Per sette decenni l'Europa è esistita come una provincia geopolitica: prospera, stabile e sostanzialmente subordinata. La sua sicurezza è stata garantita da altri, il suo orizzonte strategico deciso altrove, la sua frammentazione gestita anziché superata.
Col tempo, questa condizione è stata interiorizzata. Abbiamo accettato la dipendenza come prudenza, la marginalità come realismo e l'irrilevanza strategica come l'ordine naturale delle cose.
Ma un continente che vive al di sotto della propria potenza, prima o poi vive al di sotto della propria libertà.
Generation Europe vuole porre fine alla condizione provinciale dell'Europa costruendo la forza civica per l'unificazione europea — perché gli europei tornino a essere liberi.
Non ci facciamo illusioni sulla natura di questa impresa. Una libertà di questa portata non viene mai concessa da chi trae vantaggio dalla sua assenza. Non si riconquista con appelli alla giustizia o richiami ai valori condivisi.
Si riconquista soltanto con uno sforzo organizzato, costante e collettivo.
In questo senso, Generation Europe punta a rimettere la penna della storia nelle mani degli europei.